

Dottore di ricerca in Biotecnologie degli Alimenti e Master in Comunicazione della Scienza. Inizia la sua carriera di ricercatrice presso l’Istituto Nazionale della Nutrizione (oggi CREA-AN) studiando la qualità degli alimenti, in particolare i composti bioattivi, e del loro significato sulla salute umana.
Una borsa di studio la porta nel 1997 in Inghilterra presso l’Institute of Food Research dove approfondisce gli studi su alcuni composti vitaminici fondamentali per la prevenzione delle patologie congenite. Inizia a collaborare in progetti di ricerca con l’Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute e con altre Istituzioni Europee ed Extraeuropee.
La nutrizione delle donne in età fertile e in gravidanza diventa il suo topic di ricerca per molti anni, coordina progetti e realizza campagne di comunicazione per il miglioramento delle abitudini alimentari delle donne, dei bambini e degli adolescenti.
Poi una svolta: il legame strettissimo tra salute umana e salute del Pianeta, la sostenibilità alimentare la fanno riappassionare al tema delle produzioni agricole, della qualità del cibo italiano in tutte le sue forme e del suo valore etico e sociale.
Studia il Food Design e oggi applica la metodologia del Design Thinking ai suoi nuovi progetti di ricerca. Viaggia per conoscere le piccole realtà agricole del nostro Paese, l’arte, la natura e tutto ciò che a che fare con il cibo.
Per chi vuole saperne di più su di lei: (www.stefania.ruggeri.it)

She further specialised with a Master’s Degree in “Food Hygiene and Quality”. Her main research focus is cereals and pseudocereals, a field she shares with her colleague and collaborator Valentina Narducci.
For many years, she has studied the qualitative and technological characteristics of Italian durum and soft wheat varieties. Her work includes research on bioactive compounds in cereals and cereal-based products, as well as the impact of technological processes on starch digestibility in these food matrices.
More recently, she has developed an interest in plant-based proteins from innovative sources, contributing to the search for healthier and more sustainable alternatives to high meat consumption, one of the major challenges of our time.
She values collaborative, dynamic working environments and continuous professional development. Since 2022, she has been a member of the Board of Directors of the Italian Association for Cereal Science and Technology (AISTEC).

With a lifelong interest in the sciences, she graduated in Analytical Chemistry and Applied Methodologies in 2007 and later obtained a PhD in Chemical Sciences.
Her research focuses on traceability and quality in agri-food products. She has worked across universities and public institutions, including Sapienza University of Rome and the Central Inspectorate for Quality Protection and Fraud Repression of Agri-food Products, and private companies, dealing with environmental and regulatory aspects.
Since 2015, she has been involved in several research projects on the chemical and nutritional quality of foods, with particular attention to functional molecules, their transformation during technological processing, and their potential use as indicators of product and process quality. She is also engaged in the development of new analytical methods.
Overall, her work applies chemistry to improving food quality and environmental sustainability.

Graduated in Chemistry with a background in organic and organometallic chemistry, she has worked in Food Science for over 16 years. Her research focuses primarily on cereals and cereal-based products, in close collaboration with Valeria Turfani, integrating physicochemical and biological perspectives.
Her work explores the chemical composition of cereal matrices and their nutritional properties, including bioactive, functional and antinutritional components; the effects of technological processes, including in relation to alternative ingredients, product development, and analytical methods for the detection of bioactive compounds.
Her growing interest in sustainability has opened new directions in her research.
While chemistry remains her primary lens “the world is permeated and structured by chemistry, from minerals to living organisms to the stars”, she believes that human-designed chemistry should be guided by respect for the environment and used as a tool to support sustainable processes.

Si laurea n Scienze Biologiche con specializzazione in biotecnologie alimentari nel 2006.
Fin dai primi anni della sua attività il suo ambito di ricerca è lo studio della qualità chimico-nutrizionale e del contenuto di sostanze di interesse salutistico di frutta e verdura delle produzioni tipiche italiane.
Appassionata al tema del biologico ha partecipato e partecipa a numerosi progetti di ricerca nazionali ed internazionali volti alla valutazione degli effetti delle diverse tecniche colturali, dell’articolazione della filiera e delle tecniche di trasformazione e conservazione sulla qualità nutrizionale e la shelf-life di prodotti ortofrutticoli delle produzioni italiane convenzionali e biologiche, principalmente attraverso la caratterizzazione dei composti bioattivi e molecole funzionali.
L’agricoltura biologica non è semplicemente una tecnica colturale ma la ricerca del rispetto per la terra che coltiviamo, per l’ambiente, un legame vero e proprio con il territorio e la cura per un’alimentazione sempre più sana. Una filosofia di vita, una sfida da affrontare.
I colleghi del CREA- Consiglio Nazionale per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria coinvolti nei progetti di ricerca dell’Italian Food Design.
Le Partneship
